Tramonti e le sue chiese: testimonianza di arte e fede

tramonti-e-le-sue-chiese-testimonianza-di-arte-e-29768Tramonti paese montano della Costiera Amalfitana, il cui nome deriverebbe da intra montes cioè terra tra i monti, è situato in una delle verdi vallate dei Monti Lattari, accessibile dal mare o attraverso il Valico di Chiunzi. Con le sue tredici frazioni e i suoi castagneti, uliveti, vigneti, la sua origine, secondo lo storico Cerasuoli, è legata ai Picentini, che assieme agli Etruschi qui si rifugiarono attorno al 200 a.C. per sfuggire ai Romani.

La storia di Tramonti è legata a quella di Amalfi al tempo delle Repubbliche Marinare, alla quale forniva il pregiato legno per la costruzione delle imbarcazioni, utilizzate nei commerci. Difese Amalfi dal longobardo Arechi II e dall’ambizioso Sicardo, duca di Benevento, sino alla sua ascesa nell’839 d.C. La ricchezza del borgo si rispecchia ancor oggi nelle innumerevoli Chiese esistenti e nei numerosi edifici nobiliari.

Ma quando nel 1127 Amalfi incominciò a subire delle perdite in seguito all’invasione Normanna, anche Tramonti ne risentì, difendendo invano il territorio con la guarnigione del Castello di Montalto, che cadde insieme al Castello di Ravello. Polvica la sua frazione principale, centro amministrativo del territorio, ospita il bellissimo convento di San Francesco, fondato nel 1474 alle falde del Colle di Santa Maria. Fu fatto costruire da Matteo D’Angelo di Tramonti e nel corso dei secoli ha subito diverse trasformazioni. Si sviluppa essenzialmente su tre livelli e vanta un grande chiostro.

Gestito dai Francescani, inventori tra l’altro del famoso Concerto, un rosolio i cui ingredienti sono erbe e spezie, è tutt’oggi anche struttura ricettiva. La Chiesa presenta una sola navata e l’ingresso è dominato in alto da un settecentesco coro ligneo e da due sarcofagi posti di lato. Il sarcofago di destra racchiude le spoglie di Ambrogio Romano, vescovo di Minori nel 1509; quello di sinistra conserva le reliquie di Martino De Majo, vescovo di Bisaccia e Bisceglie tra il 1475-87. Lungo entrambi i lati della navata vi sono degli altarini ciascuno con nicchie, ospitanti statue di Santi.

Sull’altare maggiore vi è il trono marmoreo di San Francesco e gli affreschi che sono posti ai lati raffigurano San Giovanni da Capestrano e San Leonardo da Porto Maurizio. Il soffitto conserva decorazioni di Raffaele Severino, artista attivo a Caiazzo nel XIX secolo e del Bocchetti, con la Morte di Santa Chiara, l’Indulgenza della Porziuncola, la Morte di San Francesco. Nella frazione di Pucara merita di essere citata la Chiesa di Sant’Erasmo, forse il più antico insediamento tramontino, riaperta dopo un lungo lavoro di restauro durato circa tre anni.

A Sant’Erasmo che fu vescovo e martire, i cui devoti in Campania sono soprattutto i marinai, viene dedicata una festa ogni anno che si celebra il 2 giugno e la Chiesa risale al XV secolo. Sorge laddove anticamente vi era la Chiesa della confraternita di Santa Maria Maddalena, immersa tra terrazzamenti di agrumeti. Il portale in pietra è composta da due colonne scanalate e finemente lavorate, poggianti su basamenti a loro volta decorati e recanti in basso la data 1600. L’interno è a navata unica ma a croce latina. Una pala risalente al Cinquecento è collocata dietro l’altare maggiore, mentre delle importantissime tele attribuite a Luca Giordano non si ha più traccia. Se si scende al piano sottostante il salone vi è un locale un tempo adibito a sepolture dalla congrega.

Qui sono visibili le “cantarelle” o seditori, ovvero sedili scavati nel tufo su cui venivano deposti i defunti ad essiccare. La Chiesa viene aperta soprattutto durante le celebrazioni, ma coloro i quali fossero interessati a visitarla possono contattare direttamente il parroco. A Paterno Sant’Arcangelo, altra frazione di Tramonti, posta vicino Montalto dove sorgeva un Castello, a distinguersi è la Chiesa dell’Ascensione in stile romanico.

Questa Chiesa è divenuta parrocchia in seguito alla completa distruzione durante il sisma del 1980, della Chiesa di San Michele Arcangelo. Una scalinata in pietra introduce l’ingresso in Chiesa, sovrastata da un imponente campanile a pianta quadrangolare. La Chiesa è a volta a botte, risalente al IX-X secolo, presenta una sola navata con cappelle laterali. Il campanile invece si sviluppa su quattro piani, di cui il primo è scavato nella roccia, i due intermedi sono costituiti da monofore e bifore, l’ultimo a forma ottagonale culmina a piramide. La Chiesa dell’Ascensione è visitabile previo accordo telefonico.

Il patrimonio artistico e architettonico di Tramonti è vastissimo e questi sono solo alcuni degli esempi di come la Divina Costiera sia l’emblema e scrigno prezioso di una terra ricca di tradizioni, storia, beni culturali e prodotti enogastronomici conosciuti in tutto il Mondo.

Articolo pubblicato su ilvescovado.it

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Categories: Il Vescovado, News

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