Scala, il centro più antico della Costa d’Amalfi

di Annamaria Parlato – Scala è un piccolo paese della Costa d’Amalfi, situato a 360 metri sul livello del mare, nel cuore dei Monti Lattari, si affaccia su di una valle attraversata dal torrente Dragone. Probabilmente il suo nome deriverebbe proprio dalla pendenza del territorio su cui sorge. In un passato remoto e glorioso Scala assieme a Ravello, era un baluardo difensivo pronto a proteggere Amalfi, la capitale del Ducato.

Sotto lo stemma dell’aquila a cui appartenevano anche Amalfi e Ravello, vi era la scritta DESCENDIT EX PATRIBUS ROMANORUM e questo forse stava a sottolineare la nascita dei comuni ad opera di una colonia di naufraghi romani, diretti a Costantinopoli nel IV sec. d.C. Oggi il Castello di Scala Maggiore a 1000 metri di quota e la Torre dello Ziro a Pontone, sono gli unici due ruderi che si ergono come esempio di architettura militare del luogo.

Il periodo di maggior splendore per Scala fu l’XI secolo, quando si distinse nei commerci e nell’artigianato, tanto che a Napoli presso Porta Nolana, fu fatta costruire una chiesa da un colonia di scalesi che lì si stabilì. Nel centro del paese poi vi sono numerosissime chiese e palazzi nobiliari che arricchiscono questo meraviglioso borgo medievale, segno tangibile di un potente patriziato all’interno del Ducato amalfitano. Le famiglie più illustri furono: i d’Afflitto, i Rufolo, i Trara, i Saxo.

Fra’ Gerardo Saxo fu uno dei massimi esponenti di questo casato, che nell’XI secolo fondò l’ordine degli Ospitalieri di Gerusalemme, trasformatosi poi in Ordine dei Cavalieri di Malta. La decadenza di Scala si ebbe a causa della conquista del normanno Roberto il Guiscardo e dei Pisani nel 1135-37. Scala ha una struttura urbanistica medievale, è costituita da più contrade decentrate: Campoleone, Campidoglio, Pontone, Minuta e Santa Caterina. Campoleone si caratterizza per la presenza della Chiesa di San Pietro, della famiglia Trara. In origine si chiamava San Pietro a Castagna e all’interno conserva una statua di San Michele del 1538, una lastra sepolcrale della famiglia nobiliare, un bassorilievo del XIV secolo con Santa Caterina d’Alessandria e una serie di affreschi dell’XII-XIII secolo nella cripta.

La Chiesa di San Giovanni Battista dell’acqua è invece a Campidoglio, con il suo bel campanile dell’XI-XIII secolo in stile moresco e una tela sull’altare con la Decollazione del Battista e una Circoncisione di Aniello Ianniccelli del 1590. Proseguendo lungo la strada la contrada Minuta preserva la Chiesa dell’Annunziata dell’XI secolo con architravi e stipiti finemente scolpiti.

La lunetta del portale d’ingresso centrale presenta un affresco con una Madonna con Bambino del XV secolo. La cripta affrescata è un gioiello dell’arte medievale, le cui pitture vanno dall’XI al XII secolo, con il Cristo Pantocratore, il ciclo della Natività, effigi di Santi con un miracolo di San Nicola di Bari, un ex voto in ringraziamento della liberazione di un ragazzo scalese dalla schiavitù. Dalla terrazza della Chiesa si ha una magnifica visione sui resti della Basilica di Sant’Eustachio a Pontone, una delle massime espressioni dell’arte amalfitana nel XII secolo, costruita per volontà dei d’Afflitto, ricca di affreschi, sculture e tarsie policrome sulle absidi esterne in giallo e nero. Nella contrada Santa Caterina merita attenzione l’omonima Chiesa, a tre navate e Santa Maria della Porta, dove un tempo vi fu la porta settentrionale d’ingresso al paese.

Nell’abitato di Scala è notevole il Duomo di San Lorenzo, in stile romanico-gotico, con imponenti stipiti, raffiguranti grifoni e tralci di viti. Di pregio è il pavimento maiolicato di scuola napoletana del 1853 e le grandi tele del soffitto raffigurano Episodi della vita e martirio di San Lorenzo del Cacciapuoti. Opere di Marco Pino da Siena e Geronimo Carpinello da Eboli sono sull’altare maggiore, rispettivamente con la Vergine col Bambino, tra i Santi Agata, Lorenzo, Caterina d’Alessandria e Teodoro, e l’Ultima Cena del 1489. Il Duomo poi conserva un prezioso Tesoro Sacro, composto da arredi pontificali, icone, reliquiari, calici d’argento e una mitra vescovile del 1270, dono di Carlo I d’Angiò.

Degni di nota sono il Crocifisso ligneo della fine del XIII secolo e il Mausoleo di Marinella Rufolo del 1399. Scala con i suoi vicoli, le scalinate, i castagneti, i monumenti è un polo d’attrazione per il turista che arriva, resta incantato dalle sue bellezze e riesce subito a percepirne il fascino, che si protrae da secoli. Lo scrittore francese André Gide (1869-1951), premio Nobel per la letteratura nel 1947, diede questa definizione di Scala: “Un escalier quasi metafisico, che ti porta in alto e ti mantiene sospeso in una contemplazione infinita“.

Articolo pubblicato su il Vescovado

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