Arte contemporanea in Pinacoteca provinciale: Danilo Maestosi e la sua “Era Glaciale”

Innesti, l'uomo che verràMentre in via Mercanti i passanti gioiscono per Luci d’artista, nella stessa strada ma al civico 63 risplendono i colori e le luci dell’artista Danilo Maestosi, classe ’44. Inaugurata il 14 novembre presso le sale espositive della Pinacoteca provinciale, la mostra prende il titolo “ERA GLACIALE/INNESTI”; è organizzata dall’associazione “Amici dei Musei”, presieduta da Vincenzo Monda, ed è curata da Erminia Pellecchia ed Alfio Borghese. Il vernissage è stato molto apprezzato dal pubblico e dalla critica ed ha raccolto un notevole numero di presenze.

Danilo Maestosi, di origini romane, pittore, giornalista per il Tempo, Paese Sera, Ansa, Rai, Messaggero, ha esordito con la sua prima personale “Come ombre sui muri” proprio in provincia di Salerno, precisamente a Ravello nel lontano 1998. Artista affermato sia sul piano nazionale che internazionale, ha esposto in numerose città, ottenendo premi e riconoscimenti. Dal 2010 e poi per ben quattro anni di seguito è stato invitato anche al Festival del Cinema per ragazzi di Giffoni Valle Piana. Hanno scritto, tra gli altri, di lui: Vittorio Sgarbi, Marco Tonelli, Claudio Strinati, Massimo Bignardi, Gabriele Simongini, Rino Mele, Patrizia Fiorillo, Carmine Siniscalco, Danilo Eccher, Ennio Calabria, Alfio Borghese, Erminia Pellecchia, Walter Veltroni.
Concedendosi a varie interviste e domande da parte degli spettatori, Maestosi durante la serata inaugurale, ha avuto tutti i riflettori puntati su di sé. Con grande semplicità e disinvoltura, ha saputo in poche parole spiegare e racchiudere tutta l’essenza del suo saper “fare arte”.

Come egli stesso dichiara: “Io lavoro sul bianco, un colore di gestazione; il colore dell’era glaciale lo chiamava Kandinsky, padre fondatore dell’arte contemporanea”. Il titolo “Era Glaciale” potrebbe ironicamente ricordare un film di fantascienza, quasi come se riportasse la nostra memoria a qualcosa di primitivo, ad un’era preistorica, antica.

In realtà l’artista, partendo dall’analisi di un tempo remoto, indagando e scavando nei meandri più bui e reconditi dell’animo umano, come se fosse un archeologo, si interroga poi sul presente, sempre più deserto e desolato, sino a gettare le basi per una riflessione ardita sul futuro. In effetti, i titoli che dà ad alcune delle sue venticinque tele sono molto significativi: “Innesti, l’uomo che verrà”, “Innesti, verde vegetale”, “Fare e disfare le nostre prigioni”, “Innesti, far terra bruciata”. Alcuni hanno insiti dei veri e propri principi di botanica, di archeologia arborea, gli “innesti” appunto, tanto che egli afferma: “I botanici ricavano nuovi sapori e nuovi frutti o riportano a galla essenze ormai estinte incrociando specie vegetali attraverso sovrapposizioni, incisioni e ferite. Fare arte oggi non è molto diverso. La pittura come grido di stupore e silenzio. Vita che spunta sotto una coltre di ghiaccio. Maneggiamola con cautela: è molto fragile”.

A tagliere i nastri, durante il vernissage, sono intervenuti la Dirigente del Settore Musei e Biblioteche provinciale Barbara Cussino e l’Assessore al Patrimonio, Cultura e Beni culturali della Provincia Matteo Bottone, il quale ha asserito assieme al Presidente della Provincia Antonio Iannone: “La Provincia di Salerno è lieta di ospitare in uno dei suoi templi dell’arte, quale è la Pinacoteca provinciale, il maestro Danilo Maestosi, artista romano, giornalista e critico d’arte apprezzato in Italia e all’estero. L’evento si inscrive nella strategia di valorizzazione e promozione dei nostri luoghi e istituti della cultura, che ha già visto diversi artisti contemporanei interagire e intervenire in contesti di pregio che custodiscono le collezioni storiche dell’Ente. L’auspicio è che da questo incontro e confronto tra sensibilità differenti scaturisca un rinnovato interesse per le espressioni artistiche che hanno accompagnato e, in alcuni casi, determinato l’evoluzione della nostra civiltà”.

Le tele di Maestosi affascinano, suscitano forti richiami nello spettatore. L’arte di Maestosi è a metà tra futurismo e astrattismo geometrico, è un rincorrersi di forme e colori, è una frantumazione di linee, è in continuo movimento ed evoluzione, attraverso i movimenti fluidi dei pennelli e delle spatole. E’ quel tipo di arte che induce allo stupore, che è capace di frantumare la spessa coltre di ghiaccio, per impiantare nelle menti umane valori come la sete di conoscenza, la speranza nel futuro e la possibilità del cambiamento. La mostra è visitabile tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle 9:00 alle 19:45 e resterà visibile al pubblico sino all’8 dicembre.

Articolo pubblicato su http://www.citizensalerno.it/arte-contemporanea-in-pinacoteca-provinciale-danilo-maestosi-e-la-sua-era-glaciale/

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